Come cambia il mondo delle palestre
Sempre più piccole, con proposte di nicchia e valore al rapporto personale.
Avanza il personal trainer: 40 euro l’ora la tariffa.
La prima richiesta: mi tolga la pancia!
Come cambia il mondo delle palestre? Quali sono le nuove frontiere per gestire imprese di successo?
A queste domande oggi s’è cercato di rispondere a Riminiwellness nell’ambito dell’incontro dal titolo Il mondo della palestra tra crisi e cambiamento: regole del gioco e nuove opportunità organizzato da Olympian’s Network.
Sta infatti rapidamente cambiando la domanda del consumatore, orientata sempre di più verso un luogo di maggiore familiarità e dove il rapporto istruttore – cliente assume un valore fondamentale. Da qui la tendenza ad aprire piccole strutture, specializzate su nicchie di attività e dai costi di gestione più contenuti.
“Oggi un imprenditore va orientato con attenzione – spiega Kristian Montevecchi di Olympian’s Network – perché rispetto al passato ha più senso frammentare gli investimenti su piccole strutture rispetto ai grandi club proposti negli ultimi anni. E’ un po’ la politica delle banche, che con una rete capillare di sportelli, magari piccoli e con solo tre persone all’interno, sanno intercettare meglio la domanda.
A mio parere siamo arrivati ad un punto di svolta e mentre la crisi economica rischia di penalizzare i consumi di fitness noi dobbiamo saper stimolare nuovi interessi.
Le ricerche di mercato ci danno segnali precisi: oggi sono disponibili a spendere in fitness tante persone che prima non lo facevano, ma in cambio chiedono attenzione, rapporti interpersonali e anche un po’ di riservatezza, specie nella loro prima esperienza”.
Una tendenza che richiede anche precise attenzioni in fase di progetto. “Spesso ripeto – dice l’architetto di fitness Annalisa Ghirotti – che oggi è necessaria ‘la palestra che non c’è’, proprio perché sta radicalmente cambiando la domanda.
Attualmente il cliente ha interiorizzato il valore del benessere da raggiungere tramite l’attività fisica e a questo aggiunge una richiesta di relax e divertimento.
Questa nuova tendenza trova sbocco nella valorizzazione di una professionalità sempre più diffusa, quella del personal trainer. Al convegno era presente uno dei più noti d’ Italia, Luigi Colbax.
“La nostra storia è legata ai grandi network internazionali – ricorda - ma ora, tramite internet, la metà del nostro lavoro viene da contatti diretti. C’è chi si appoggia ad una palestra, pagando un affitto mensile, molti invece cominciano ad avviare il loro studio di personal training. Le cifre? In Italia la media è di 38 - 40 euro l’ora, nelle piccole città si scende un po’, mentre nelle metropoli si sale a 50 euro l’ora. E’ una tariffa in linea coi Paesi europei, mentre negli Usa il costo è più alto. La prima cosa che mi viene chiesta? Aiutare ad eliminare la pancia. Direi che è il chiodo fisso di tutti!”.
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