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Italiani pigri e sedentari

 

Italiani sedentari Gli Italiani? Un terzo della popolazione è pigro e sedentario.


E’ quanto emerso dal rapporto del Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) che rivela che una gran parte della popolazione italiana svolge almeno qualche tipo di attività fisica: il 33% può essere definito fisicamente attivo e il 37% parzialmente attivo.
Tuttavia, circa un terzo della popolazione tra 18 e 69 anni risulta completamente sedentario perché non svolge nessun tipo di attività fisica, né al lavoro né nel tempo libero.

La sedentarietà risulta più diffusa al Sud, tra i 50-69enni, le donne, le persone con livello di istruzione più basso e coloro che riferiscono di avere molte difficoltà economiche.

 Le tre regioni con il “tasso di pigrizia” più alto sono la Basilicata (dove il popolo dei sedentari rappresenta il 47% del totale), l’Abruzzo (45%) e la Campania (43%). Gli italiani più attivi, invece, vivono a Bolzano: qui solo il 10% dei cittadini conduce una vita sedentaria.

“Ci sono aree di sanità pubblica che vanno migliorate e c’è ancora molta strada da fare. In questo campo, è determinante il medico che dovrebbe avere un quadro generale della vita dell’assistito, informandosi sulla sua attività fisica e monitorando nel tempo questo comportamento, al punto che si parla anche di prescrivere l’attività fisica” parole della dott.ssa Valentina Possenti del gruppo tecnico del Passi.

Dal 2007 il numero di sedentari nel nostro Paese non è diminuito: anzi, si osserva una tendenza all’aumento.

Solo tre intervistati su dieci riferiscono che i loro medici si sono informati e hanno consigliato di svolgere regolare attività fisica. Questa pratica dei medici non risulta aumentare passando dal 2007 al 2009, nonostante si sappia che è una pratica efficace nell’indurre una riduzione della sedentarietà.

Aumenta invece significativamente la percentuale di persone, con stile di vita sedentario, consapevoli della loro sedentarietà. Si tratta di un segnale positivo, forse primo frutto dell’attività di sensibilizzazione promossa a vari livelli, che lascia sperare in un successivo cambiamento nello stile di vita e quindi in un arresto del trend in crescita della sedentarietà.

Sembra inoltre promettente puntare sulla larga fetta di popolazione parzialmente attiva per la quale non dovrebbe essere troppo difficile incrementare il proprio livello di attività fisica per poter godere di tutti i vantaggi di salute che uno stile di vita più dinamico comporta.

Fonte:
Passi - http://www.epicentro.iss.it

 

 

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