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Una norma tecnica UNI nel settore del fitness: perché ?

fiafSe ne parla ormai da molto tempo sull’opportunità di studiare una norma tecnica nazionale UNI per il mondo del fitness e l’idea di avere un riferimento normativo potrebbe costituire un valido aiuto per il miglioramento e la qualificazione del settore stesso.

Si tratta di offrire una possibilità al “settore del fitness” di disciplinarsi, considerata la funzionalità strategica che questo può assumere nel promuovere l’attività fisica per fini salutistici, al fine di garantire l’erogazione di servizi sicuri quanto efficaci per il ben-essere della persona.

Il processo si può realizzare implementando e rispettando idonei criteri di sicurezza e qualità fra cui, elemento fondante, è la competenza professionale degli istruttori preposti all’erogazione dei servizi. Pertanto nell’ambito della Commissione Tecnica UNI (Ente nazionale italiano di unificazione) “Impianti ed attrezzi sportivi e ricreativi” si stanno raccogliendo contributi tecnici e idee per la realizzazione di un documento normativo in tal senso.

Su proposta della FIAF (Federazione Italiana Aerobica e Fitness) a livello UNI si stanno sviluppando tutte quelle azioni per inquadrare questo nuovo studio dedicato al mondo del fitness, così come era avvenuto con lo studio e la pubblicazione della prima norma terminologica del settore, la UNI 11123 “Terminologia del fitness”.

L’idea della norma è di indicare i requisiti che caratterizzano i centri fitness in cui si praticano le discipline del fitness, dal punto di vista degli spazi dedicati alla pratica, delle attrezzature e degli allestimenti previsti, nonché i requisiti del personale tecnico dedicato all’insegnamento del fitness, costituendo inoltre una guida su alcuni importanti aspetti di gestione del centro fitness, in particolare sull’organizzazione aziendale, sulla gestione delle emergenze e delle criticità, fornendo un valido supporto per i centri, in un’ottica operativa e tecnica volta a fornire delle soluzioni, dando anche spunti per il miglioramento e la crescita.

Ovviamente si tratterà di un documento di applicazione volontaria avente però lo spirito di contribuire a supportare il settore, sulla base di concetti e criteri essenziali al di sotto dei quali non si dovrebbe scendere.

Per quanto riguarda i criteri di base che dovranno essere adottati per lo studio della norma UNI, vi sarà certamente quello di implementare le raccomandazioni della Commissione e del Parlamento Europeo relative al quadro delle qualifiche per l’apprendimento permanente.

L’importante correlazione tra la salute e la pratica della corretta attività fisica sono aspetti nuovi e dinamici dell’industria del fitness, prefigurando panorami che necessitano di una ristrutturazione delle qualifiche professionali a livello europeo, che attualmente si dimostrano estremamente eterogenee all’interno dei diversi Paesi dell’Unione.

A tal fine la Commissione europea ha finanziato negli anni 2003-2005 il progetto EQF-Fitness (European Qualification Framework – Fitness), inserito nell’ambito del programma comunitario Leonardo da Vinci. Sulla base di ciò l’European Health and Fitness Association - EHFA, in risposta alle necessità, percepite dall’industria, dagli operatori del settore e dalle Istituzioni, ha realizzato il quadro di riferimento europeo delle Qualifiche Professionali per il Fitness, che sarà utilizzato per lo studio della norma UNI.
Inoltre si utilizzerà il documento normativo allo studio presso il Comitato Europeo di Normazione CEN, dal titolo “Common policy guidance for addressing standardisation on qualification of profession and personnel” (guida alla politica comune sulla qualificazione delle professioni e del personale) quale valido aiuto per descrivere la professione del “maestro di fitness”, indicandone le mansioni, le competenze e le conoscenze richieste, come d’altronde descritto nel Manuale per gli operatori Servizi alla persona pubblicato dall’ISFOL.

Lo scopo della norma in elaborazione non è di imbrigliare l’imprenditore ma di contribuire a migliorare l’operatività e favorire la crescita aziendale. Di fatto non una penalizzazione bensì uno strumento utile e funzionale all’attività esercitata che consenta lo sviluppo di un mercato “disciplinato”.
Tutto ciò per contrastare l’attuale concorrenza sleale, ove si esercita lo stesso mestiere con regole diverse o, ancor peggio, selvaggia, in quanto priva di regole.

Diventa così auspicabile l’emanazione di una norma UNI semplice e di facile impiego, che al contempo dia all’utenza garanzie certe sulla qualità e l’efficacia dei servizi e sia di orientamento nella scelta e nella valutazione degli stessi.

Per informazioni contattare l’Ufficio Stampa FIAF: u.stampa@fiaf.it - Tel. 0637353039

 

Aprile 2010 | Comunicato stampa
 
 
 

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