Rolfing: addio al mal di schiena
Quando il corpo riesce a lavorare in modo appropriato, la forza di gravità può fluire attraverso di esso. Quindi spontaneamente il corpo guarisce se stesso"
(Dr. Ida P. Rolf)
Celebrato negli Stati Uniti sia dal New York Times che dalla regina della tv Oprah Winfrey, il Rolfing potrebbe 'insidiare' il Pilates come metodo olistico per ritrovare l'equilibrio e dire addio, in poche sedute, a mal di schiena e dolori posturali.
"Si tratta di un metodo attraverso il quale - spiega Eleonora Celli, Certified Rolfer e Rolf Movement Practitioner - il corpo impara in 10 sessioni a 'convivere' con la gravità e a ritrovare l'equilibrio".
Le sessioni durano un'ora circa. All'inizio di ogni incontro "si dedica un momento per osservare come si muove la persona: scopo di questo 'body reading' è adattare il tema di ciascuna sessione alla persona che abbiamo davanti.
Ognuna delle 10 sessioni, infatti, ha un territorio del corpo e degli obiettivi funzionali e meccanici precisi. Il lavoro avviene attraverso la lenta manipolazione della fascia selezionata: attraverso un tocco deciso e profondo, il rolfer guida le diverse porzioni del corpo verso un migliore allineamento.
La persona a volte è anche in grado di sentire questo lavoro e spesso - dice l'esperta - questa è una forte esperienza di presa di coscienza del proprio corpo e di alcune abitudini più o meno corrette".
Ogni sessione di Rolfing si conclude di nuovo con una sorta di 'rinegoziazione' con la gravità. Tornando in piedi, infatti, spesso "si avverte una sensazione diversa, a volte inspiegabile: c'è chi la definisce leggerezza, chi calma. Alcuni non sentono niente, ma allo specchio poi notano differenze. Anche per questo, tra una sessione e l'altra il Rolfer lascia trascorrere una media di 15 giorni: la gravità continua il lavoro fatto dall'operatore, agendo sul corpo che, poi, ha un allineamento differente".
Una volta finito il ciclo, il Rolfer suggerisce una pausa. Solo dopo almeno 6 mesi si può riprendere, ad esempio con delle lezioni di Rolf Movement o Rolfing avanzato.
"Attraverso le mani di un Rolfer si può seguire un percorso di esperienza del proprio corpo - spiega l'esperta - da cui ne beneficerà l'intero organismo: respiro, movimento e circolazione migliorano; fatica e stress si abbassano".
Per questo e per il senso generale di benessere "il Rolfing è indicato ai bambini, agli anziani, agli sportivi e alle casalinghe, alle persone alla ricerca di un sollievo al dolore a chi, invece, cerca se stesso".
Ma ci sono delle controindicazioni? "E' controindicato alle persone che sono state colpite da un tumore, a chi soffre di una precaria situazione mentale e anche durante la gravidanza - spiega Celli - mentre è utile se una gravidanza, a volte, è 'ostacolata' dallo stress". Secondo l'esperta, aiuta anche a 'recuperare' dopo il parto il proprio equilibrio. Gli effetti positivi "sono diversi e possono variare da persona a persona.
Ogni manovra è svolta per indurre un cambiamento che porti il corpo verso un maggior equilibrio, attraverso un'organizzazione migliore.
Le tensioni inutili e dannose lentamente vengono come lasciate andare, eliminate.
Tutto questo si traduce in movimenti più fluidi, accresciute prestazioni atletiche, sportive e anche artistiche", assicura.
La percezione del movimento stesso migliora e molto spesso ne consegue un cambiamento nella persona, che si ritrova "più consapevole".
Anche se ancora poco nota in Italia, questa pratica ha una lunga storia.
L'inventrice è Ida Pauline Rolf, una biochimica di New York, nata nel 1896. Diplomata presso il Bernard College nel 1916, inizia la sua attività presso la Facoltà di medicina del Rockefeller Institute nel Dipartimento di chemioterapia e chimica organica e si laurea alla Columbia University nel 1920. "Si dedicò a teorie e pratiche innovative come lo yoga e ne divenne anche insegnante.
Ebbe grande attenzione per metodi come l'osteopatia e l'omeopatia e per il loro considerare l'essere umano nel suo insieme.
Lavorò per oltre 10 anni al Rockefeller Institute for Medical Research nel Dipartimento di chemioterapia e chimica organica - ricorda Celli - e proseguì i suoi studi in Europa".
In Svizzera approfondì gli studi di fisica, che influenzarono molto il suo pensiero e l'interesse per la forza di gravità.
"Cominciò pensando di mettere a punto un sistema per migliorare la qualità della vita umana a partire dal metabolismo del corpo. Si rese quindi conto che era possibile, attraverso un intervento sulla struttura fisica. L'uomo in quanto campo energetico, è inserito nel sistema gravitazionale terrestre e da questo viene influenzato. Per interagire in modo positivo, la struttura fisica deve essere ben allineata", spiega l'esperta.
Ma quando arrivò in Italia il metodo? "Il primo Rolfer certificato risale al 1983. Il suo nome - racconta Celli - è Luigi Negro e lavora a Torino. Andò direttamente a Boulder, in Colorado per studiare il Metodo Rolfing. Ora, per fortuna, a Bologna abbiamo una delle rare sedi nel mondo in cui apprendere il metodo Rolfing per diventare rolfer certificato", conclude.
Fonte
cataniaoggi.com
Per maggiori informazioni sul Rolfing:
rolfing.it
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